“La “società civile” e le ONG al servizio dei potenti”

“Le persone che gestiscono i soldi dello Stato utilizzano segretamente una rete di organizzazioni da loro dipendenti della pseudo-società civile per diffondere la loro ideologia e sopprimere le ideologie concorrenti, dove l’etichetta di organizzazione non governativa serve solo a mascherare la loro completa dipendenza dal governo” scrive il grande giornalista e scrittore tedesco Norbert Haering in riferimento alla lettera aperta con la quale una lunga lista di sedicenti ONG implora il governo di non tagliare i finanziamenti governativi in seguito allo stop sulla legge di bilancio 2024. Da norberthaering.de

ONG in Germania

Il congelamento del bilancio del governo federale ha spinto 56 organizzazioni della cosiddetta “società civile”, impegnate in una particolare forma di promozione della democrazia, a redigere una lettera congiunta di appello e protesta al governo. In questo modo, queste presunte “organizzazioni non governative” rivelano la loro dipendenza finanziaria dal governo, avendo finora ricevuto generosi compensi per il lavoro di screditamento e cancellazione delle idee critiche nei confronti dell’amministrazione.

Nella lettera aperta del 12 dicembre, intitolata “La società civile sottofinanziata mette in pericolo la democrazia“, emerge una preoccupazione condivisa da molti progetti democratici finanziati dal governo federale.

“A causa del blocco delle spese e del bilancio federale per il 2024 non ancora approvato, il pagamento dei finanziamenti promessi per i progetti è stato sospeso fino a nuovo avviso. Molti progetti si trovano ora impossibilitati a prefinanziare gli stipendi, mettendo così a rischio l’operato della società civile impegnata nel rafforzamento e nella difesa della democrazia, nell’educazione mediatica, nella promozione della diversità e nella lotta contro la violenza digitale e la disinformazione su scala nazionale.”

La lettera sottolinea che la democrazia è più minacciata che mai da diverse sfide, tra cui l’estremismo di destra, la crisi di fiducia, l’antisemitismo, il razzismo, l’antiziganismo e l’ostilità queer, oltre agli attacchi ai funzionari e ai detentori del mandato.

Tra le organizzazioni firmatarie vi è anche Volksverpetzer, un sito web noto per la denigrazione personale di coloro che vanno contro il mainstream politico, etichettandoli come di destra, nazisti o ostili ad XYZ. Tuttavia, la firma del Volksverpetzer solleva ironicamente il dubbio sulla sincerità delle affermazioni del sito stesso, come riportato dall’Anti-Spiegel, che ha evidenziato questo processo. Il Volksverpetzer scrive infatti alla voce “Chi ci finanzia”:

“Siamo completamente indipendenti dal punto di vista finanziario. Riceviamo un po’ di soldi dai diritti di licenza attraverso la vendita di magliette, tazze, maschere e adesivi nel nostro negozio. Tuttavia, la maggioranza assoluta proviene da donazioni – dai nostri fantastici fan e sostenitori”.

Il blog dell’odio giustifica il fatto di non essere finanziato spiegando che lavora con le emozioni (le più velenose) invece che con le informazioni concrete:

“Le fake news diventano virali sui social media PERCHE’ sono emotive. Contrastarle con informazioni puramente fattuali è una battaglia impari che si può solo perdere come blog non supportato”.

Anche la Rete per la democrazia e il coraggio, che (secondo l’enciclopedia online Wikipedia, certamente non troppo critica nei confronti delle politiche identitarie e della società civile liberale) è nata da un’associazione di varie organizzazioni giovanili della Sassonia, ha firmato la petizione. Vengono citate DGB-Jugend, Junge Linke.PDS, Jusos, SJD – Die Falken, Grüne Jugend e Naturfreundejugend. L’organizzazione è guidata da un direttore regionale della DGB e da un deputato della SPD, con un rappresentante dei giovani del governo statale sassone come vice. In altre parole, un’organizzazione non governativa della società civile per eccellenza.

Wikipedia definisce la società civile come segue:

“La società civile si riferisce colloquialmente a un sotto-settore della sfera pubblica sociale in cui, a differenza dello Stato e del settore privato, le attività sociali e le associazioni non servono né al raggiungimento e all’esercizio del potere politico, da un lato, né alla generazione di beni materiali e di profitti, dall’altro. In senso più stretto, la società civile si riferisce quindi al patrocinio delle organizzazioni non governative”.

La lontananza dallo Stato e le “organizzazioni non governative” sono qui descritte come fondamentali per la società civile. Ma cosa accade se la caratteristica tipica di coloro che si presentano come società civile e organizzazioni non governative e per questo vengono messi in vetrina è prorio il fatto che dipendono finanziariamente dai potenti politici dello Stato?

Naturalmente, non si può tralasciare la Fondazione Amadeu Antonio, presieduta dall’ex dipendente della Stasi Anetta Kahane e con il capo dell’Ufficio per la protezione della Costituzione della Turingia nel suo consiglio di amministrazione. Una tipica organizzazione non governativa della società civile per la “promozione della democrazia”, che limita le possibilità di dibattito e diffama le critiche al governo. La fondazione è anche membro dei comitati della Rete per la democrazia e il coraggio. Ci sono diversi collegamenti incrociati tra i firmatari.

Si apprende anche dell’esistenza della Società tedesca per l’educazione alla democrazia, un’associazione che utilizza i fondi del Ministero dell’Istruzione, guidato dai Verdi, per sostenere gli insegnanti suscettibili nei loro sforzi di educare i propri alunni con argomenti assurdamente esagerati, propaganda “anti-discriminazione” di genere e identità. (“Sono Lara, non uso i pronomi e vorrei diventare un oraf*. Io sono Onur. I miei pronomi sono lui/lei. Sono un membro attivo del Partito Verde da un anno…”).

Mi fermo a questa selezione, non senza sottolineare esplicitamente che nell’elenco delle firme mi sono imbattuto anche in alcune organizzazioni che ovviamente svolgono un prezioso lavoro pratico contro la discriminazione e a sostegno delle persone discriminate.

Tuttavia, la lettera aperta con la sua lista di firme rende involontariamente chiaro che le persone che gestiscono i soldi dello Stato utilizzano segretamente una rete di organizzazioni della pseudo-società civile dipendenti per diffondere la loro ideologia e sopprimere le ideologie concorrenti, dove l’etichetta di organizzazione non governativa serve solo a mascherare la loro completa dipendenza dal governo.

Credo sia importante saperlo per non farsi ingannare da questa finzione di indipendenza e per poter incoraggiare gli altri a riflettere criticamente su queste connessioni.

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