Anche i tedeschi costretti a vendere i gioielli di famiglia?

crisi economica germania

Dopo la sentenza della corte di Karlsruhe sulla incostituzionalità dei fondi fuori bilancio creati dalla Ampel, ora anche i tedeschi per fare cassa e finanziare l’ammodernamento delle infrastrutture potrebbero essere costretti a fare quello che avevano imposto ai sud-europei ai tempi dell’eurocrisi, vale a dire la vendita dei gioielli di stato e delle partecipazioni pubbliche. In cima alla lista ci sono la Schenker nella logistica, Die Post, la Commerzbank, ma non la Deutsche Telekom, perchè la rete telefonica resta strategica per il paese, in Germania. Ne scrive Wirtschaftswoche

lindner

Questa settimana, durante la presentazione del pacchetto di austerità della Ampel, il ministro federale delle finanze Christian Lindner (FDP) ha pronunciato con nonchalance una frase che, se ascoltata più attentamente, ha un certo impatto. Lindner ha parlato del fatto che il governo federale vuole liberarsi dalle partecipazioni statali per raccogliere miliardi che altrimenti non sono più disponibili dopo la sentenza della Corte costituzionale federale sui bilanci ombra.

Nel budget aggiuntivo denominato Fondo per il clima e la trasformazione (KTF) sono previsti 12,5 miliardi di euro per la nuova infrastruttura ferroviaria. Alla Cancelleria federale, il leader della FDP ha poi spiegato come si dovrebbero trovare le nuove fonti di denaro: “A volte adottiamo anche approcci creativi. Vogliamo, ad esempio, utilizzare parte del ricavato delle privatizzazioni derivanti da investimenti federali non necessari, per rafforzare le ferrovie.”

La Deutsche Bahn appartiene al governo federale, è notoriamente sempre in ritardo, i treni sono sovraccarichi e, dopo anni di investimenti troppo scarsi, opera su infrastrutture fatiscenti.

Se si chiede ai funzionari governativi e ai politici esperti di economia della coalizione di governo, i soggetti coinvolti riferiscono all’unisono che il modo in cui sarà possibile raccogliere fondi viene esaminato in diverse direzioni. Si tratta dell’argenteria di famiglia, di investimenti che non devono necessariamente essere di proprietà statale, ma che tuttavia possono essere venduti solo una volta e che poi però spariscono.

Secondo il rapporto sugli investimenti del governo federale, il governo detiene partecipazioni in 117 aziende e fondi speciali. Ci sono anche investimenti indiretti. Secondo una stima prudente, le azioni in mano al governo federale, direttamente o tramite la Kreditanstalt für Wiederaufbau di proprietà federale, nella Deutsche Telekom (circa il 30%) e nella Deutsche Post DHL (circa il 20%) genererebbero circa 40 miliardi di euro.

Lindner aveva già sostenuto la vendita dei pacchetti azionari più grandi durante la campagna elettorale federale. “Non esiste alcuna ragione normativa perchè dei pacchetti azionari siano di proprietà statale”, aveva affermato Lindner nel 2021. “Ecco perché dovremmo vendere”.

Logistica in Germania secondo l’AI

Come Lindner, i partner di coalizione Verdi vedono la necessità di raccogliere nuovi fondi per la ferrovie. Andreas Audretsch, deputato del gruppo parlamentare responsabile dell’economia al Bundestag, afferma: “Le ferrovie hanno bisogno di molti miliardi di euro per il rinnovamento”. Il governo ha già introdotto un supplemento, la componente climatica, nel pedaggio dei camion. Gran parte di queste entrate sono finite alle ferrovie. Ma non basta.

“I 12,5 miliardi del Fondo per il clima e la trasformazione serviranno a finanziare in futuro un aumento di capitale”, sottolinea Audretsch. Una maggiore capitalizzazione offrirà quindi alle ferrovie piu’ spazio per gli investimenti. Il politico dei verdi spiega nei dettagli quello che gli altri membri della coalizione non vogliono dire: “Si discute anche di una possibile vendita della controllata Schenker. Il consiglio di vigilanza discuterà della questione”.

Molto più cauto il portavoce in materia di politica economica della FDP al Bundestag Reinhard Houben. Come il leader del suo partito, il liberale può immaginare molte più privatizzazioni rispetto a molti altri nel governo Ampel. Ma Houben avverte: “In tutte le privatizzazioni, è fondamentale che lo Stato proceda in segreto. Qualsiasi dibattito pubblico su un’azienda non porta alla vendita”. Ma sottolinea anche che le ferrovie hanno bisogno di ulteriori fondi su larga scala, anche dopo la sentenza di Karlsruhe. “Dobbiamo contrastare il cambiamento climatico anche con l’aiuto delle ferrovie”.

All’interno della coalizione ci sono però opinioni divergenti sulla questione se la controllata attiva nel settore della logistica Schenker debba essere venduta dalla Deutsche Bahn. Secondo informazioni provenienti dagli ambienti governativi si discute anche di quanto sia importante per le ferrovie avere nella catena logistica un’offerta più ampia del semplice trasporto su rotaia.

Il rappresentante della FDP Houben ritiene che la vendita degli investimenti federali sia complessivamente auspicabile e spinge per fare dei passi avanti nel restante periodo della legislatura. “Maggiore sarà il coraggio politico, maggiore sarà la somma che lo Stato può raccogliere”. Nei restanti due anni fino alle prossime elezioni federali, “si potrebbero raccogliere decine di miliardi di euro”.

E fornisce un indizio su ciò che ancora si intravede appena: “Negli ultimi anni lo Stato è stato costretto più volte ad acquistare azioni di aziende”. Il governo federale prima o poi dovrà venderle. “In parte ce lo ha detto proprio l’UE.” E le condizioni per farlo sono attualmente buone: “Il DAX è ai massimi storici e sembra che ci siano abbastanza capitali privati ​​sul mercato.”

Un anno fa il governo federale ha acquisito una partecipazione del 99% nella società energetica Uniper e ha giustificato la decisione affermando che l’approvvigionamento energetico del Paese doveva essere garantito. Dopo l’attacco della Russia all’Ucraina, Uniper si trovava in difficoltà economiche in quanto veniva consegnato molto meno gas russo, ma ad un prezzo molto piu’ alto, e in contemporanea c’erano anche degli obblighi di consegna con i clienti.

Il governo federale è anche azionista di Commerzbank – con una quota pari a circa il 15%. La grande banca di Francoforte è stata salvata dal collasso con miliardi di euro di tasse durante la crisi finanziaria del 2008/2009 e il governo in questo modo ne è diventato anche uno dei principali azionisti. La Commerzbank ha restituito gli aiuti, ma il governo federale è rimasto azionista. Infine, il governo federale detiene ancora partecipazioni maggiori nel settore delle poste e delle telecomunicazioni. Gli esponenti della SPD al governo tuttavia non sarebbero favorevoli alla vendita della Posta perché Die Post in Germania resta un grande datore di lavoro. Secondo tutte e tre le fazioni della coalizione, Telekom non è un candidato per la vendita. Lo Stato vuole assicurarsi la sua influenza qui, l’infrastruttura delle telecomunicazioni è nell’interesse nazionale.

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