Il caso di Heinz Hoenig ci mostra quanto generoso e allo stesso tempo ingiusto può essere lo stato sociale tedesco

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Eike Immel, ex calciatore internazionale, e Heinz Hoenig, una volta star del cinema e della televisione, condividono un destino insolito: lo Stato sociale in Germania non impone ai lavoratori autonomi di mettere da parte risparmi per i momenti difficili.

La Caduta di Eike Immel

Al culmine della sua carriera come portiere del Borussia Dortmund, Immel guadagnava cifre considerevoli. “In Francia vivevo come un re”, ha recentemente confessato al canale televisivo “Sat 1”. Tuttavia, dopo il ritiro, quando le entrate si sono interrotte, ha continuato a spendere senza freni finché non gli è rimasto nulla. “Ho fatto cose che nessuno crederebbe possibili”, ha ammesso.

Oggi, l’ex campione riceve un modesto reddito di cittadinanza di 1138 euro al mese. Il sistema assistenziale dello Stato sociale in Germania è neutrale: se qualcuno non dispone di mezzi sufficienti per vivere, lo Stato sociale in Germania interviene immediatamente, senza fare distinzione tra coloro che sono sempre stati poveri e chi ha sperperato una fortuna.

Heinz Hoenig e l’Assicurazione Sanitaria

La situazione di Hoenig è altrettanto complessa. Chi, come lui, non può permettersi un’assicurazione sanitaria privata, diventa economicamente vulnerabile. Annika, la moglie di Hoenig, da anni cerca di reinserirlo nel sistema assicurativo, ma le regole sono spietate: chi ha più di 55 anni e non è assicurato privatamente ha poche possibilità di rientrare nel sistema obbligatorio.

Nonostante le difficoltà, Hoenig non rinuncia alle cure mediche. Il professor Uwe Janssens, dell’ospedale di Eschweiler, sottolinea che in Germania tutti, indipendentemente dal loro status sociale, ricevono cure professionali. Tuttavia, dopo le operazioni arriva il conto, che nel caso di Hoenig si aggira oltre 500.000 euro. Se nessuna compagnia assicurativa copre i costi, il paziente si ritrova con una montagna di debiti, a meno che non intervenga l’assistenza sociale. I debiti di Hoenig sono già molto alti.

Se Hoenig non avesse davvero soldi, l’assistenza sociale interverrebbe. Ma a quanto pare vuole essere curato come un paziente privato, il che è ovviamente molto più costoso.

La Mancanza di Previdenza tra i Lavoratori Autonomi

Immel e Hoenig non sono casi isolati. Molti lavoratori autonomi non pensano alla previdenza e preferiscono fare la bella vita fino al brusco risveglio.

Per i lavoratori dipendenti è diverso. Chiunque riceva un salario o uno stipendio deve pagare i contributi previdenziali: pensionistica, contro la disoccupazione, sanitaria e per l’assistenza a lungo termine. Questo significa che sono coperti. Tuttavia, non è un reato penale non stipulare un’assicurazione contro le malattie. Lo Stato non controlla che tutti lo facciano e non è prevista alcuna sanzione per chi non si assicura.

L’Assicurazione Obbligatoria Come Soluzione

Lo Stato si comporta diversamente con gli automobilisti. Chiunque possieda un’auto deve stipulare un’assicurazione di responsabilità civile, senza la quale non si può immatricolare un’auto. In questo modo si garantisce che qualsiasi danno causato venga risarcito finanziariamente.

I cittadini con un reddito medio devono sentirsi presi in giro, poiché chi ha pagato le tasse e i contributi sociali per decenni deve contribuire a pagare il mantenimento di star squattrinate come Immel e Hoenig. La situazione è diversa per quanto riguarda l’assicurazione sanitaria. Lo Stato non permette deliberatamente a una persona come Hoenig di ricordarsi improvvisamente del sistema di assicurazione sanitaria legale in età avanzata.

Hoenig e sua moglie vorrebbero il meglio di tutti i mondi: non versare nulla in giovane età e finire in “perdita” con il fondo in età avanzata, a spese della collettività.

In definitiva, gli ex lavoratori autonomi ad alto reddito che si affidano allo Stato sociale in età avanzata sono dei free riders. Non hanno versato nulla ai fondi di previdenza sociale, ma vogliono comunque esserne coperti. Questo rivela un punto debole dello Stato sociale. I lavoratori autonomi e spensierati possono contare sul sostegno dello Stato, se necessario, attraverso l’assegno di cittadinanza o l’ufficio di assistenza sociale. Il contribuente “normale” si sente fregato.

In sostanza, abbiamo bisogno di un’assicurazione sanitaria obbligatoria contro le malattie e per la vecchiaia, proprio come per gli automobilisti. I lavoratori autonomi dovrebbero dimostrare di essere assicurati volontariamente attraverso i regimi pensionistici e sanitari statali o con fornitori privati che offrono prestazioni analoghe. Lo Stato sociale si basa sul principio di solidarietà: chi è sano paga anche per i malati, i giovani per gli anziani.

In pratica, però, lo Stato premia gli ex “spendaccioni” con un’indennità di cittadinanza o, se necessario, coprendo i costi delle emergenze mediche. Si tratta di un comportamento altamente antisociale nei confronti di tutti i contribuenti onesti.

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