Perchè il Global migration compact potrebbe spiegare le difficoltà che il governo tedesco sta affrontando nel gestire la crisi migratoria

immigrazione in germania

Il Global Migration Compact firmato dal governo nero-rosso guidato da Angela Merkel nel 2018 potrebbe spiegare le difficoltà della Ampel nel gestire la crisi migratoria attuale. All’epoca ne avevamo parlato con 2 post: questo e questo. Ne scrive Norbert Haering

Con l’aumento della popolarità di Alternative für Deutschland (AfD) nei sondaggi e le elezioni regionali in arrivo, l’immigrazione di massa sta riemergendo come un tema dominante nell’arena politico-mediatica. Tuttavia, il governo federale sembra paralizzato, e questo potrebbe essere attribuibile in gran parte all’accordo internazionale sulla migrazione (Global migration compact) firmato nel 2018.

Il governo tedesco, allora nero e rosso sotto Angela Merkel, si era impegnato a promuovere la migrazione internazionale nel 2018 firmando l'”Accordo globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare”. Era stato fatto tutto in gran segreto e a porte chiuse fino a poco prima della firma. Solo questo e pochi altri blog ne avevano parlato – con grande risonanza – fino a quando anche i media affermati si sono sentiti finalmente costretti a parlarne e i politici a difendere il patto. Si è fatto finta che si trattasse di un patto per frenare l’immigrazione clandestina e per gestire l’immigrazione inevitabile. Entrambi i punti erano fuorvianti.

Manipolazione dei media

Nel lungo documento si cerca di presentare la migrazione sotto una buona luce e di difenderla da qualsiasi critica. Si legge infatti, come riportato nel 2018:

“La migrazione ha sempre fatto parte della storia dell’umanità e riconosciamo che è una fonte di prosperità, innovazione e sviluppo sostenibile nel nostro mondo globalizzato (…) Dobbiamo anche comunicare informazioni obiettive, basate sui fatti e chiare sui benefici e sulle sfide della migrazione a tutti i nostri cittadini, al fine di dissipare le narrazioni fuorvianti che portano a una percezione negativa dei migranti…”

L’intolleranza verso l’immigrazione (di massa) viene sommariamente equiparata all’intolleranza verso i migranti e accomunata al razzismo:

“Riaffermiamo inoltre l’impegno a eliminare tutte le forme di discriminazione, compresi il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza, contro i migranti e le loro famiglie”.

Un’immagine positiva della migrazione, una cultura dell’accoglienza, dovranno essere raggiunti come segue:

“Promuovere un’informazione indipendente, obiettiva e di alta qualità da parte dei media, anche sensibilizzando ed educando i professionisti dei media e investendo in standard etici di informazione e pubblicità. Eliminare il sostegno finanziario ai media che promuovono sistematicamente l’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e altre forme di discriminazione nei confronti dei migranti, nel pieno rispetto della libertà di stampa. (…) L’Accordo globale promuove partenariati con molte parti interessate, tra cui (…) i media. (…) Attueremo l’Accordo globale in cooperazione e in partenariato con i migranti, la società civile (…) e i media”.

Sarebbe già una violazione del Patto sulla migrazione ammettere che l‘immigrazione di massa danneggia in modo significativo le persone con salari bassi, le famiglie che hanno bisogno di alloggi sociali o economici, i clienti dei banchi alimentari e molte altre persone svantaggiate. Quindi, in senso figurato, il governo federale si sta difendendo dagli attacchi di AfD con le mani legate dal suo predecessore. Mentre la CDU/CSU, che sta prendendo sempre più le distanze da Angela Merkel, comincia a definire la migrazione un problema e a chiedere contromisure efficaci, il capo del governo federale del resto oggi è un certo Olaf Scholz, che all’epoca era corresponsabile del patto sulla migrazione in qualità di vice-cancelliere.

Promozione della migrazione

L’accordo afferma inoltre che:

“Ci impegniamo ad adattare i percorsi per la migrazione regolare al fine di promuovere la mobilità dei lavoratori (…) ampliando e diversificando la disponibilità di tali percorsi”.

Altre misure di promozione della migrazione sulle quali ci si impegna sono:

  • Aprire punti di informazione accessibili lungo le principali rotte migratorie, con informazioni su (…) assistenza, opzioni e percorsi per la migrazione regolare.
  • Promuovere il ricongiungimento familiare per gli immigrati di tutti i livelli di competenza, anche attraverso il riesame e la revisione dei requisiti pertinenti, come il reddito, le competenze linguistiche, la durata del soggiorno, i permessi di soggiorno.

Nascondere e tollerare la migrazione illegale

In nessun punto dell’accordo compare il termine “migrazione illegale”. Si parla solo di migrazione regolare e irregolare. Le sanzioni per l’attraversamento illegale delle frontiere per l’ingresso in un paese non vengono quindi esplicitamente rifiutate, con un’unica eccezione, ma non corrispondono chiaramente allo spirito dell’accordo. L’eccezione riguarda il fatto che secondo l’accordo la misura da preferire a livello internazionale per scoraggiare la migrazione illegale, vale a dire la detenzione fino alla decisione sulla domanda di asilo o sul rimpatrio, dovrebbe essere utilizzata al massimo per un breve periodo di tempo.

Un pensiero su “Perchè il Global migration compact potrebbe spiegare le difficoltà che il governo tedesco sta affrontando nel gestire la crisi migratoria

  1. La Germania è piegata dalla cultura neoliberista per la quale:
    1) l’immigrato viene pagato poco
    2) l’immigrato compensa con wellfare e sussidi
    3) il tedesco fa il manager
    4) l’azienda gode perché non paga nulla

    cosa andrà mai storto?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *