Immobiliare tedesco in picchiata

 Sono finiti ormai gli anni d’oro dell’interminabile boom immobiliare tedesco e ora siamo nel pieno dello sboom con fallimenti di imprese edili, cancellazioni di progetti e difficoltà di finanziamento a causa dei tassi di interesse alle stelle. Gli ultimi dati dell’Ifo Institut di Monaco confermano un’ondata di ordini e progetti cancellati che non si vedeva da piu’ di 30 anni. Ne scrive Wirtschaftswoche

L’istituto Ifo di Monaco e l’Associazione dell’industria edile tedesca mettono in guardia sulla drammatica situazione del settore dell’edilizia residenziale e chiedono l’intervento del governo federale.

Sempre piu’ profonda la crisi nel settore dell’edilizia residenziale tedesca, con un’onda record di cancellazioni, una crescente mancanza di ordini e il rischio di fallimenti aziendali. Questa crisi è stata innescata dall’aumento del costo del credito e dei costi dei materiali da costruzione, e sta ora raggiungendo il suo apice. Nel mese di agosto, il 20,7% delle imprese ha dichiarato di aver cancellato progetti, rappresentando un aumento di 1,8 punti percentuali rispetto al mese precedente. Questi dati sono stati resi noti dall’Istituto Ifo di Monaco di Baviera nella sua indagine sul settore delle costruzioni.

Klaus Wohlrabe, responsabile delle indagini per l’Ifo, ha affermato che “le cancellazioni nell’edilizia residenziale stanno raggiungendo un nuovo massimo”, e che “non abbiamo mai visto nulla di simile dall’inizio delle nostre analisi nel 1991. L’incertezza sul mercato è enorme”. Questa situazione è dovuta all’accelerato aumento dei costi di costruzione e ai tassi di interesse notevolmente più alti, che hanno reso molti progetti che all’inizio del 2022 erano ancora redditizi non piu’ realizzabili. Inoltre, anche le riduzioni delle sovvenzioni causati dai requisiti più severi in materia di risparmio energetico stanno mettendo a dura prova i calcoli dei costruttori.

Le imprese di costruzione si trovano di conseguenza in crescente difficoltà, con casi di insolvenza come quello dell’impresa immobiliare Gerchgroup alla fine di agosto, e altre aziende del settore, che hanno presentato istanze di fallimento in luglio e agosto, tra cui Euroboden, Development Partner e Centrum e Project Gruppe. Anche se alcune aziende avevano un portafoglio ordini ancora ben fornito, ben il 44,2% delle imprese intervistate ha segnalato una mancanza di ordini, con un aumento del 3,9% rispetto a luglio. Wohlrabe ha sottolineato che “alcune aziende si trovano già in una situazione critica”.

Tim-Oliver Müller, direttore generale della Federazione tedesca dell’industria edile (HDB), ha aggiunto che “alcune aziende stanno ancora completando gli ordini arretrati, ma senza una spinta positiva, potrebbero dover ricorrere alla cassa integrazione”. Il futuro del settore sarà deciso in autunno.

L’11,9% delle aziende nel settore dell’edilizia residenziale segnala attualmente difficoltà di finanziamento, il che rappresenta il livello più alto degli ultimi 30 anni, secondo Wohlrabe. Per i prossimi sei mesi, la maggior parte delle aziende prevede un ulteriore calo degli affari, come indicato dall’indice delle aspettative imprenditoriali, che è a un “livello eccezionalmente debole” di meno 60,1 punti, secondo l’Istituto Ifo.

L’Associazione federale delle libere imprese del settore immobiliare e abitativo (BFW) chiede al governo federale di adottare misure urgenti per affrontare questa crisi. Il presidente della BFW, Dirk Salewski, ha dichiarato: “Il picco storico delle cancellazioni di ordini e la grave mancanza di ordini dimostrano che i nostri avvertimenti sul collasso del settore si stanno avverando”.

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